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Vediamo come funziona il bonus per acquistare i veicoli elettrici e quali sono le pratiche per rottamare una moto o uno scooter.

Come funziona il bonus rottamazione scooter e dove richiederlo

Le pratiche burocratiche per ottenere lo sconto vengono fatte dal concessionario, chi compra deve solo pagare. Ma fate attenzione, ci sono alcune regole da rispettare per ottenere i contributi: eccole.

Per ottenere il bonus al 40% bisogna rottamare una moto o uno scooter omologati Euro 0/1/2/3.

Il veicolo rottamato deve essere intestato da almeno 12 mesi a chi sta comprando lo scooter elettrico. Può anche essere di un familiare purché sia “convivente”, cioè abiti nella stessa casa.

Il veicolo da rottamare deve essere consegnato al concessionario contestualmente all’acquisto del nuovo veicolo.

Per avere i contributi si possono rottamare anche i ciclomotori, ma devono essere regolarmente targati: non vanno bene quelli senza targa o con la vecchia targhetta a 5 caratteri.

Gli incentivi valgono per acquistare qualsiasi veicolo di categoria L (moto, scooter, tricicli e quadricicli): si può rottamare una moto a benzina per comprare un quadriciclo elettrico, ma anche un quadriciclo a benzina per una moto elettrica e così via.

Gli incentivi si possono avere anche se si compra lo scooter tramite leasing.

Rottamazione scooter per acquisto bici elettrica

Il  bonus rottamazione non prevede la rottamazione della vecchia moto per l’acquisto di una bici elettrica o di una bici a pedalata assistita.

Informazioni e assistenza bonus rottamazione

I rivenditori che hanno problemi con il portale del MISE, per richiedere aiuto e assistenza, possono rivolgersi direttamente agli sportelli del MISE, oppure contattare il numero 848 886 886, che è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18.

Rottamazione scooter: differenza tra motociclo e ciclomotore

La rottamazione può essere effettuata per un ciclomotore (cilindrata inferiore a 50 cc), sia per un motociclo (cilindrata superiore a 50 cc).

Per i ciclomotori possono esserci due differenti situazioni.

Se il cinquantino non ha i nuovi documenti e la targa quadrata con 6 caratteri (in vigore dal 2006), ma ha ancora il vecchio libretto e il targhino a 5 caratteri non è quindi registrato nel database della Motorizzazione e pertanto non vi è obbligo di effettuare pratiche, ma per la rottamazione è necessario comunque consegnare il mezzo a un centro raccolta autorizzato, il quale dovrà rilasciare il certificato di rottamazione: questo documento solleva l’ex proprietario del ciclomotore da qualsiasi responsabilità fiscale e amministrativa.

Pertanto per  i ciclomotori con vecchi documenti bisognerà presentare al centro di raccolta autorizzato:

·         Copia del Libretto;

·         Copia fronte/retro della Carta d’Identità;

·         Copia fronte/retro del Codice Fiscale.

Mentre per quanto riguarda i ciclomotori immatricolati dopo il 2006, è necessario presentare al centro di rottamazione:

·         Copia del Libretto;

·         Copia fronte/retro della Carta d’Identità;

·         Copia fronte/retro del Codice Fiscale.

In seguito bisognerà procedere con la richiesta di radiazione dall’archivio della Motorizzazione e presentare i seguenti documenti:

·         Istanza di cessazione della circolazione da presentare presso gli Uffici della Motorizzazione Civile o delegazione ACI (Modello TT2118);

·         Ricevute di versamento di 10,20 € (Diritti) e 32 € (marche da bollo) per cessazione della circolazione per demolizione di veicoli non iscritti al PRA;

·         Certificato di rottamazione rilasciato dal Centro di Raccolta autorizzato.

Questa procedura può essere fatta in autonomia, recandosi fisicamente presso l’ufficio della Motorizzazione, ma alcuni centri di demolizione che prendono in carico il ciclomotore la inseriscono nel pacchetto, offrendola come servizio supplementare (a pagamento).

Nell’eventualità in cui il ciclomotore sia di proprietà di una persona defunta, bisognerà presentare anche il documento di questa e allegare la Dichiarazione Sostitutiva Eredità. In caso di più eredi, saranno necessari i documenti d’identità di tutti.

Rottamazione motocicli: la procedura

L’abbandono di un veicolo, di qualsiasi tipo esso sia, costituisce reato. La rottamazione di un motociclo va fatta obbligatoriamente in un centro di raccolta autorizzato. Ci si può appoggiare a un concessionario, quando si acquista un nuovo veicolo e il vecchio non ha più valore, oppure si può sbrigare la pratica in autonomia.

Come abbiamo già accennato, la procedura burocratica per rottamare uno scooter è un po’ più complicata di quella che bisogna seguire per rottamare un ciclomotore, semplicemente perché il motociclo è registrato al PRA e il ciclomotore no. Questo vuol dire che nella procedura di rottamazione dello scooter, bisognerà pensare anche alla cancellazione di questo dal Pubblico Registro.

Se si vuole procedere in autonomia, la prima cosa da fare è cercare un centro di raccolta autorizzato, che si occuperà di rottamare la moto (generalmente gratis, i costi da sostenere sono altri e li affronteremo in un paragrafo successivo). Oltre alla moto, si devono consegnare le targhe, la carta di circolazione e il certificato di proprietà, oppure il documento unico di circolazione, che ingloba gli ultimi due documenti in uno solo.

Quando lo scooter è stato consegnato, il centro di demolizione deve rilasciare all’ormai ex proprietario del motoveicolo un documento, denominato certificato di rottamazione. Questo è un documento fondamentale, perché di fatto è quell’attestato che ci solleva da ogni responsabilità futura e dagli adempimenti fiscali (come ad esempio il pagamento del bollo moto), a partire dalla data di consegna dello scooter al centro di demolizione. Inoltre, entro 30 giorni dalla consegna, il centro deve occuparsi di presentare apposita richiesta di Cessazione della Circolazione per Demolizione del Veicolo, step necessario per cancellare lo scooter dal PRA.

La stessa procedura può essere fatta anche rivolgendosi a un concessionario, che sbrigherà la pratica amministrativa per vostro conto: in questo caso, sarà il concessionario a dover consegnare all’ex proprietario dello scooter il certificato di rottamazione e a richiedere entro 30 giorni la rimozione del motociclo dal Pubblico Registro.

Radiazione moto per esportazione definitiva all’estero

Quando si deve procedere all’esportazione definitiva di uno scooter o di un veicolo immatricolato in Italia all’estero, si parla di radiazione dal PRA. La procedura è simile, ma non identica. Infatti, vanno comunque consegnate le targhe e la carta di circolazione. Come stabilito dal nuovo articolo 103 comma 1 del Codice della Strada, tuttavia, bisogna che tutte le procedure da eseguire sul mezzo (come ad esempio la revisione) siano in regola. La richiesta andrà fatta prima di trasferire la moto all’estero. Una volta eseguita questa procedura, allora la cancellazione dall’ANV (Archivio Nazionale dei Veicoli) e dal PRA sarà completata.

Radiazione d’ufficio

Diversa è la radiazione d’ufficio, che avviene per cause dovute a inadempienze da parte del proprietario del motoveicolo. La radiazione d’ufficio di un veicolo al PRA (Pubblico registro automobilistico) avviene se il bollo auto non viene pagato per tre anni consecutivi.
Dopo 30 giorni dal ricevimento della la notifica di pagamento il mezzo viene cancellato d’ufficio dall’Archivio nazionale dei veicoli e dal Pra.

In sostanza possono passare al massimo 30 giorni dalla notifica di pagamento per regolarizzare la situazione pagando i bolli arretrati e le relative sanzioni, altrimenti la moto non può più circolare.

Rottamazione moto e scooter: casi particolari

Andiamo ad analizzare alcuni casi particolari che potrebbero complicare la procedura di rottamazione della nostra moto.

Ecco cosa dobbiamo fare se:

·         L’intestatario del motociclo è deceduto: bisogna presentare un altro modulo, ovvero la Dichiarazione Sostitutiva – Eredità, che andrà compilato e firmato. Nell’eventualità ci siano più eredi, saranno necessarie le firme e i documenti d’identità di tutti gli eredi.

·         Il motociclo è consegnato da un soggetto terzo, non intestatario del veicolo: bisognerà presentare apposito documento di delega, contenente la firma dell’intestatario del veicolo che autorizza il soggetto terzo (obbligatoria anche la sua firma) a consegnare il veicolo al centro.

·         Manca il certificato di proprietà: in questo caso serve presentare denuncia di smarrimento presso la Polizia o i Carabinieri.

·         Manca il libretto: anche in questo caso bisognerà fare la denuncia di smarrimento da presentare al demolitore. Sulla denuncia dovrà essere indicato il numero di telaio del ciclomotore.

·         Lo scooter è in fermo amministrativo: se sul motociclo pesa un fermo amministrativo, non si potrà procedere con la demolizione. Prima di richiedere la demolizione, infatti, l’ACI consiglia di richiedere una visura all’Unità Territoriale ACI più vicina oppure utilizzando il servizio online, indicando la targa del veicolo. Per procedere con la demolizione, quindi, bisognerà prima di tutto togliere il fermo, pagando le somme dovute, e quindi procedendo con la richiesta di cessazione della circolazione per demolizione.

·         Lo scooter è intestato a una ditta: oltre alla documentazione richiesta relativa alla moto, bisognerà presentare anche una visura camerale dell’azienda, più il documento d’identità e il codice fiscale del rappresentante legale. Se la consegna viene effettuata da un soggetto terzo, servirà anche la relativa delega, più il documento d’identità e il codice fiscale del delegato.

Quanto costa rottamare una moto?

Per la demolizione di un motociclo “targato”, ci sono delle spese da sostenere di natura prettamente burocratica.

La rottamazione di uno scooter prevede i seguenti costi:

·         Emolumenti ACI: 13,50 €;

·         Imposta di bollo: 32 € / Se si presenta il modello NP3B: 48 €.

Pertanto, il costo complessivo, se si presenta il certificato di proprietà cartaceo o digitale, ammonta a 45,50 €. Se invece si presenta il modello NP3B (Nota libera PRA), il costo complessivo ammonta a 61,50 €.

A questa spesa va aggiunto anche il costo della demolizione vera e propria. Nel caso dei ciclomotori, se il veicolo è integro, alcuni centri non fanno pagare nulla (altri applicano un prezzo abbastanza contenuto, generalmente sotto i 50 euro, ma può essere anche sugli 80 euro, il prezzo finale è variabile in base al centro di raccolta contattato e ai servizi supplementari inclusi). In alternativa, possono richiedere foto del ciclomotore per fare un preventivo dettagliato.

Per quanto riguarda i motocicli, invece, il prezzo si aggira mediamente tra i 50 e i 100 euro. A differenza della rottamazione auto, quella delle moto è a pagamento perché se le componenti sane dell’auto possono essere rivendute facilmente dal demolitore, lo stesso non si può dire per quelle della moto, che hanno un peso molto inferiore rispetto a quello delle parti dell’auto e quindi fruttano un guadagno molto minore per il demolitore. Le tariffe sono variabili e applicate direttamente dal demolitore, ma il range, solitamente, è quello sopra descritto.

Infine, a queste spese va aggiunto un eventuale costo per il trasferimento dello scooter al centro di demolizione, nel caso il mezzo non riuscisse più a partire.

Rottamazione scooter incentivi 2024: quali sono

I nuovi incentivi, validi fino al 31 dicembre 2024 (o fino a esaurimento dei fondi disponibili), riguardano i ciclomotori e i motocicli elettrici.

Senza rottamazione del vecchio scooter, il bonus prevede uno sconto del 30% sul prezzo di acquisto fino a un massimo di 3.000 €.

Con la rottamazione del vecchio scooter, però, lo sconto è del 40% sul prezzo di acquisto fino a un massimo di 4.000 euro. La moto da rottamare deve essere classificata nelle categorie sopra elencate ed essere di classe ambientale Euro 0, 1, 2 o 3 e intestata da almeno 12 mesi all’acquirente del nuovo motoveicolo o da uno dei familiari conviventi.

 

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