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Tre mesi di attività ininterrotta e oltre 720 milioni di dati analizzati, nell’ambito di uno scenario di simulazione in cui oltre cento operatori specializzati, sia della Forza Armata sia civili, hanno lavorato in stretta sinergia per affrontare le principali sfide evolutive del mondo informatico e valutare l’impatto di tecnologie innovative per accrescere la sicurezza e la capacità di difesa dell’Aeronautica Militare nel dominio cyber.

Questi i numeri della “Cyber Eagle 2023”, esercitazione di cyber security pianificata e condotta dal Comando Logistico AM in partnership con DEAS (Difesa e Analisi Sistemi), società italiana leader nella sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici del Paese.

I risultati dell’esercitazione, divenuto ormai un modello di partenariato pubblico-privato tra una Forza Armata e un’azienda e tecnologie italiane, sono stati illustrati mercoledì 6 dicembre presso il Reparto Sistemi Informativi Automatizzati (Re.S.I.A.) dell’Aeronautica Militare, che ne ha curato la fase progettuale e l’esecuzione, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale di Squadra Aerea Luca Goretti, del Comandante Logistico AM, Gen. S.A. Antonio Conserva, autorità istituzionali e rappresentanti di aziende del settore.

Nata nel 2015 come progetto pilota, la Cyber Eagle – giunta quest’ anno alla sua ottava edizione – ha mantenuto l’obiettivo generale di continuare ad accrescere la consapevolezza all’interno della Forza Armata, a tutti i livelli, sulla minaccia cibernetica, testando in modo sempre più esteso la capacità di valutare la minaccia stessa anche in ambito operativo e di reagire nel modo più tempestivo ed efficace possibile. Anche con il coinvolgimento del Reparto Gestione e Innovazione Sistemi di Comando e Controllo (Re.G.I.S.C.C.) per le fasi di pianificazione e conduzione delle attività esercitative e del Reparto Generale Sicurezza dello Stato Maggiore dell’Aeronautica per gli aspetti di sicurezza legati all’incidente informatico sulle reti AM, e partendo dalle basi di esperienze e conoscenze acquisite nelle precedenti edizioni e più in generale dalle competenze in continua crescita nel settore, personale specializzato della Forza Armata e un team di ricercatori ed esperti della società DEAS, che hanno anche ricoperto il ruolo di potenziali aggressori esterni, hanno lavorato per quasi tre mesi a stretto contatto su uno scenario fortemente realistico, pensato anche alla luce dell’attuale contesto geopolitico internazionale in atto, una opportunità anche per validare l’utilizzo di nuove tecnologie nel settore della cyber security. Sono state, in questo contesto, replicate comunicazioni e scambi di dati dei sistemi di radio assistenza e radio terra-bordo-terra dei velivoli, sfruttando anche la capacità di video processing capability dei sistemi a pilotaggio remoto Predator ed altre piattaforme aeree di comando e controllo in dotazione alla Forza Armata.

Grazie all’utilizzo di modelli di Intelligenza Artificiale (AI) e al ricorso al potente supercalcolatore HPC – High Performance Computer del Re.S.I.A., che ha ridotto di oltre 14 volte il tempo di elaborazione dei dati rispetto a strumenti di calcolo standard, sono stati realizzati dei software ottimizzati volti a orientare e facilitare il lavoro degli operatori, in gergo tecnico dei “cyber agent”, e sono stati creati inoltre dei cruscotti informativi dedicati agli operatori e analisti cyber in grado di associare in modo immediato la minaccia ad una o più capacità operative potenzialmente degradate dagli attacchi cibernetici.

Per la prima volta, inoltre, con il coinvolgimento di personale specializzato del Reparto Sperimentale Volo dell’Aeronautica Militare, è stato simulato in ambiente esercitativo un attacco cibernetico ad un sistema avionico di un velivolo militare, generando ed installando una modifica malevola su un sofisticato sistema utilizzato sul velivolo Tornado per la raccolta e l’analisi dei dati della missione. Un’attività che ha dimostrato l’importanza del garantire un’appropriata cornice di sicurezza a protezione degli assetti aerei, soprattutto quelli di tipo legacy caratterizzati da una scarsa resilienza cyber, andando così ad ampliare anche a potenziali minacce cibernetiche la gamma dei possibili inconvenienti o errori che è possibile investigare nelle fasi di test di volo.

Dobbiamo essere abili a trasferire nel nostro peculiare ambito questo genere di collaborazioni con il mondo accademico e con realtà aziendali di settore per essere pronti a gestire e, laddove possibile, anticipare il cambiamento e le possibili derivanti minacce”, ha dichiarato il Generale Goretti nel suo intervento. Ritengo che i risultati conseguiti nel corso dell’esercitazione possano costituire un patrimonio informativo da condividere nel comparto Difesa e costituire un riferimento in ambito tecnologico. La cooperazione in materia di cybersicurezza e di cyberdifesa, in questo senso, è un qualcosa che può concretizzarsi non solo in campo nazionale, ma anche offrendo il nostro contributo alla collaborazione a livello internazionale con gli alleati della NATO, Paesi ed istituzioni dell’Unione Europea ed altri paesi amici”.

In un’epoca in cui la cybersecurity assume una rilevanza geopolitica e geostrategica sempre maggiore, la nostra partnership con Aeronautica Militare è strategica”, ha sottolineato la Dottoressa Stefania Ranzato, Amministratore Unico di DEAS Spa. “La Forza Armata è stata apripista nello sfruttare appieno il binomio tecnologie disruptive associato ad aziende totalmente italiane per migliorare la sua resilienza verso le minacce cyber presenti e future”.

Il Reparto Sistemi Informativi Automatizzati (Re.S.I.A.) dell’Aeronautica Militare ha di recente concluso, tra l’altro, il processo di audit nell’ambito di uno specifico bando dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, ricevendo la Certificazione ISO27001:2017 sul Sistema di Gestione per la Sicurezza delle Informazioni, prima tra le Forze Armate a raggiungere tutti i requisiti necessari nell’ambito del processo di certificazione voluto dallo Stato Maggiore della Difesa.

 

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